We GO!

WE GO! Women Economic-independence & Growth Opportunity

Progetto finanziato dal Programma Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza

dell’Unione Europea

 

Il problema

La violenza domestica è un problema diffuso in tutta Europa. Nel 2014 l’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali (EU Agency forFundamentalRights – FRA) ha stimato che il 22% delle donne subisce violenza fisica e/o sessuale da parte del proprio partner. L’esperienza pratica ci insegna che molto spesso le donne rimangono in relazioni violente perché non dispongono di sufficiente autonomia economica per provvedere a sé stesse e ai propri figli. Spesso per mancanza di risorse umane e fondi dedicati, i servizi di supporto economico sono sacrificati all’interno dei percorsi di assistenza alle donne vittime di violenza offerti dai centri antiviolenza.

La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, riconosce però la necessità di interventi per favorire l’empowerment economico delle donne che subiscono violenza domestica. Ciò risulta particolarmente rilevante per i paesi europei con un tasso di disoccupazione femminile sopra la media UE, come Bulgaria, Grecia, Spagna e Italia.

 

Obiettivi

Obiettivo generale: rafforzare i servizi di supporto per le donne vittime di violenza domestica in Europa, con particolare attenzione ai servizi offerti dai centri antiviolenza per favorire l’empowerment economico. Il progetto si focalizza sul consolidamento delle capacità dei centri e sullo sviluppo di nuove metodologie e interventi per promuovere alternative economiche per le donne. Grazie a WE GO!, i centri antiviolenza saranno in grado di rispondere meglio alle esigenze economiche delle utenti offrendo opportunità di uscire da contesti di violenza domestica.

Obiettivi specifici:

  • migliorare la cooperazione a livello europeo nella progettazione di servizi di supporto volti a favorire l’empowerment economico delle donne che subiscono violenza, identificando e diffondendo buone pratiche da almeno 8 paesi europei;
  • rafforzare la capacità dei centri antiviolenza di rispondere alle esigenze economiche delle donne attraverso metodologie e percorsi innovativi.

 

Attività (Workstreams)

1.Ricerca e analisi comparata dei servizi esistenti per le donne vittime di violenza 

L’Istituto di Ricerca Sociale svolgerà, in collaborazione con il MIGS,un’analisi comparata a livello europeo sulle metodologie utilizzate dai centri antiviolenza per la raccolta dati riguardo al profilo economico delle donne vittime di violenza e ai servizi esistenti per favorire l’empowerment economico in 8 paesi europei (Bulgaria, Italia, Grecia, Spagna, Cipro, Svezia, Francia e Regno Unito). Verranno sviluppate metodologie comuni di raccolta dati da testare nel corso del progetto da parte dei centri antiviolenza di Italia, Spagna, Grecia e Bulgaria. L’analisi dei dati raccolti tramite la metodologia comune consentirà di approfondire, a livello europeo, la conoscenza della situazione economica delle donne che si rivolgono ai centri antiviolenza e l’impatto sulle loro vite.

2. Incontri di scambio e costruzione di conoscenza

Le attività mirano a favorire lo scambio e la costruzione di conoscenze tra partner su servizi e metodologie efficaci per favorire l’empowerment economico delle donne che subiscono violenza. è prevista la produzione di un toolkit contenente buone pratiche di intervento e metodologie innovative da sperimentare nel corso del progetto.

3. Implementazione dei servizi di empowerment economico per le donne vittime di violenza

L’obiettivo di questo workstream è testare e implementare la metodologia di raccolta dati e i nuovi servizi di empowerment economico ideati sulla base delle attività di ricerca di buone pratiche esistenti e lo scambio di conoscenze previsti dai workstream precedenti. Le attività prevedono incontri di formazione (training of trainers) rivolti al personale dei centri antiviolenza che implementeranno le metodologie e i servizi contenuti nel toolkit prodotto all’interno del portfolio di servizi offerti alle donne che si rivolgono ai centri.

4.Comunicazione e disseminazione dei risultati

Le attività hanno lo scopo di diffondere la conoscenza e i risultati prodotti dal progetto in Europa a realtà attive nel campo della prevenzione e del contrasto alla violenza di genere e alla lotta alla povertà, a policy-makers europei e nazionali e a cittadini e cittadine europei.È prevista la produzione di materiale informativo sul progetto,la creazione di un sito web dedicato, attività media e la creazione di una piattaforma OpenData. Sono inoltre previsti nel corso del progetto 4 eventi pubblici in Italia, Spagna, Grecia e Bulgaria e un evento finale a Bruxelles. Sarà inoltre diffuso il report finale di progetto contenente raccomandazioni rivolte a decisori politici nazionali ed europei.

 

Beneficiari

  • Almeno 200 donne coinvolte nei corsi di formazione ideati nel corso del progetto
  • 35-50 operatrici di centri antiviolenza coinvolte nelle attività di formazione per i formatori
  • Almeno 50 professionisti coinvolti nelle attività di analisi e scambio
  • Almeno 100 decisori politici/rappresentanti istituzionali raggiunti attraverso le attività di disseminazione
  • 1000 stakeholder informati dei risultati del progetto

 

Risultati Attesi

  • 35/50 formatori/operatori formati
  • Produzione di una ricercasui servizi di empowerment economico rivolti a donne vittime di violenza domestica esistenti in 8 paesi
  • Produzione e diffusione di un toolkit contenente metodologie e percorsi formativi
  • Organizzazione di un incontrodi scambio conoscenze tra almeno 50 professionisti di settore
  • Almeno 200 donne vittime di violenza raggiunte da 17 formazioni
  • Almeno 600 donne beneficiano dei nuovi percorsi/formazioni offerti dopo il progetto
  • 100 decisori politici/istituzioni ricevono raccomandazioni su azioni politiche da intraprendere
  • 160.000 cittadini informati sulla problematica e sui risultati del progetto

 

Metodologia

La metodologia adottata per la creazione di conoscenza si basa sullo scambio di esperienze e l’identificazione di buone pratiche esistenti. Le attività di formazione rivolte alle donne sono costruite sull’uso di metodologie partecipative consolidate nel corso della lunga esperienza internazionale di ActionAid nelle comunità in cui opera. Tali metodologie saranno adattate alle realtà nazionali in cui si svolge il progetto e alle necessità dei centri antiviolenza coinvolti. Le attività di formazione per favorire l’empowerment economico delle donne integrano i principi dell’economia femminista, con una particolare attenzione al lavoro di cura non retribuito. Infine, viene adottato un approccio basato sui diritti umani (Human-rights based approach – HRBA),coerentemente con l’approccio del capofila, ActionAid Italia. L’approccio HRBA di ActionAid è formato da tre componenti: empowerment (è al centro dell’intervento, allo scopo di trasformare le relazioni di potere tra uomini e donne), solidarietà (perseguita tramite attività di comunicazione, eventi e la diffusione dei materiali prodotti ad altre organizzazioni della società civile) e campaigning (per ottenere un cambiamento di politiche sia a livello europeo che nazionale, assicurandosi il supporto politico nella costruzione di un consenso intorno alla necessità di un approccio integrato per combattere la violenza di genere).Il quadro normativo di riferimento del progetto è costituito dalle convenzioni internazionali in materia di diritti delle donne, come la CEDAW e la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica.

 

Partnership

 La partnership di progetto comprende 15 organizzazioni no profit da 7 stati membri dell’UE: Italia, Spagna, Regno Unito, Grecia, Cipro, Svezia, Bulgaria:

  • ActionAid Italia – capofila:organizzazione internazionale impegnata nella lotta alla povertà e all’esclusione sociale. I diritti delle donne sono per ActionAid un’area di lavoro specifica e un tema trasversale a tutto il suo lavoro. Le aree di intervento prioritarie sono la prevenzione e il contrasto alla violenza e la lotta all’ingiustizia economica.
  • l’Istituto per la Ricerca Sociale (IRS) – Italia e il Mediterre an Instutite of Gender Studies (MIGS) – Cipro. Sono 2 centri di ricerca e svolgono le attività di ricerca, analisi e raccolta dati.
  • Euclid Network (UK), network pan-europeo di leader sociali e imprenditori. Èresponsabile delle attività di scambio e costruzione di conoscenze tra partner attraverso metodologie e strumenti innovativi.
  • 11 organizzazioni esperte in servizi di supporto per donne che subiscono violenza e/o in servizi di empowerment economico. Queste organizzazioni, che hanno un’esperienza diretta sia con azioni di supporto rivolte a vittime di violenza di genere sia con precedenti progetti DAPHNE e network transnazionali tematici, collaborano per assicurare la raccolta di dati e mettere a disposizione buone pratiche già intraprese, oltre a fornire esperienze empiriche durante la formazione e le attività di empowerment sul campo:
    • SURT e Fundaciò Mujeres – Spagna
    • GPF, BCTW e Animus – Bulgaria
    • SEGE e WICK – Grecia
    • Folks universitetet Uppsala – Svezia
    • Centro Veneto Progetti Donna-Auser di Padova , Associazione “Donatella Tellini” Biblioteca delle donne – Centro Antiviolenza dell’Aquila e C.I.F. Centro Italiano Femminile provinciale di Reggio Calabria – Italia
  • Il progetto prevede inoltre il coinvolgimento di 7 partner associati che contribuiranno alla condivisione di conoscenze e alla disseminazione dei risultati. Si tratta di organizzazioni senza scopo di lucro pubbliche e private basate in Italia, Spagna, Norvegia e Francia.

 

Progetto realizzato grazie al supporto finanziario del

Programma Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza dell’Unione Europea.